IMPIANTI

IMPIANTI

Dopo un attento esame clinico anamnestico e funzionale del paziente (vedi protesi), studiamo il percorso clinico da effettuare scegliendo anche l’impianto idoneo alla situazione ossea del paziente e al tipo di progetto protesico programmato. In fase clinica scolliamo la gengiva e eseguiamo nell’osso degli alveoli preparati artificialmente con frese idonee(foro). Inseriamo l’impianto e  richiudiamo la gengiva sopra di esso consentendo un’ottima guarigione dell’osso che deve inglobare l’impianto  stesso. A seconda della metodologia implantare che andremo ad effettuare gli impianti saranno inseriti nell’osso in maniera semisommersa o sommersa dalla gengiva. Nella prima ipotesi procederemo alla esecuzioni delle sequenze protesiche, subito dopo il posizionamento dell’impianto. Nella seconda provvederemo, dopo alcuni mesi a scoprire l’impianto, incidendo la gengiva, e applicando una vite di guarigione all’impianto (abutment), suturandogli attorno la gengiva stessa.

 

PROTESI

PROTESI

La riabilitazione protesica è quella branca dell’odontoiatria che si occupa del ristabilimento e del mantenimento delle funzioni orali, del benessere, dell’aspetto e della salute del paziente per mezzo del restauro dei denti naturali e/o della sostituzione dei denti mancanti  con sostituti artificiali. La decisione di realizzare una protesi è influenzata da numerosi fattori, tra cui:

. Lo stato di salute generale della vostra persona.

. La vostra situazione dentale e la condizione dei denti residui, la vostra situazione parodontale ( vedi parodontologia) e il mantenimento dell’igiene orale.

. Un esame della vostra funzione masticatoria ed un’analisi occlusale: cioè il rapporto delle arcate superiori ed inferiori fra di loro.Lo studiamo anche attraverso il rilevamento dei modelli diagnostici (calchi delle vostre arcate dentali) montati, con l’utilizzo di un arco di trasferimento, sul simulatore della bocca.

. Le motivazione e le aspirazioni di voi stessi.

. Un’analisi dei vantaggi, svantaggi e conseguenze a lungo termine della protesi da noi consigliata e concordata da voi .

. Le complicanze che limitano le probabilità di successo clinico del vostro lavoro.

. I costi. 

Il ricorso all’ortopantomografia e radiografie endorali può essere indicato da noi   come eventuale approfondimento diagnostico richiedente maggiori dettagli clinico-anamnestici

Il progetto protesico può essere suddiviso in varie fasi, dove ogni fase clinica deriva da quella precedente. Alla fine di ogni fase va fatta una rivalutazione che può anche portare ad una revisione e/o modifica della cura precedentemente stabilita.

Per semplificare le spiegazioni abbiamo suddiviso le riabilitazioni protesiche in quattro tipologie:

1) PROTESI FISSA: è quella parte dell’odontoiatria protesica che si occupa del restauro e/o della sostituzione dei denti con elementi artificiali che non possono essere rimossi dalla bocca.

Le corone, i ponti, gli intarsi, le faccette sono i dispositivi medici eseguiti dal laboratorio odontotecnico che più si distinguono come soluzione di protesi fissa. Un manufatto protesico fisso può essere principalmente realizzato in: ceramica; supporto interno (per aumento di resistenza meccanica) in zirconio o leghe metalliche biocompatibili più parte estetica esterna in ceramica o resina ad imitare colore e forma dei denti; totalmente in lega metallica (preziosa o vile). Il grafico evidenzia i nostri principali passaggi per l’esecuzione del manufatto fisso.

La durata di un ponte fisso è strettamente legata alla salute dei denti pilastro e degliimpianti che lo sostengono e la salute è strettamente legata al mantenimento costante di una corretta igiene orale da parte del paziente (uso dello spazzolino, filo interdentale, super floss, scovolino, ecc.). La pulizia lungo il bordo gengivale e sotto ai ponti  richiede particolare attenzione per evitare carie o malattie parodontali. Saremo lieti di insegnarvi al meglio il mantenimento igienico dentale dandovi sempre un continuo supporto di assistenza per i denti e manufatti protesici .

2) PROTESI RIMOVIBILE: è quella parte dell’odontoiatria protesica che si occupa della sostituzione dei denti e delle strutture contigue di pazienti totalmente o parzialmente edentuli con sostituti artificiali che possono essere rimossi dalla bocca tipo le protesi mobili totali o parziali(protesi mobile scheletrata).

 La protesi totale(dentiera) è indicata quando mancano tutti i denti di una o di ambedue le arcate dentarie; è costituita da denti artificiali in resina o in ceramica, inseriti su una base di resina di colore simile a quello delle gengive. La forma delle gengive (e del palato) su cui appoggia la protesi mobile viene rilevata attraverso delle impronte, da cui verranno ricavati dei modelli in gesso su cui verrà costruita la protesi. Il  grafico evidenzia i principali passaggi, da noi eseguiti, per l’esecuzione del manufatto rimovibile sopra descritto.

La protesi scheletrata è una protesi parziale rimovibile costituita da denti artificiali (che sostituiscono quelli mancanti), posizionati su una base di resina di colore simile a quello della gengiva, irrobustita da una struttura metallica. Questo tipo di protesi si connette ai denti naturali rimasti con dei ganci.

Occorrono alcune settimane per abituarsi alla nuova protesi rimovibile poiché è normale avere iniziali difficoltà a parlare e mangiare dovute all’ingombro, all’iniziale instabilità causata dalla necessità di adattamento dei denti residui e delle gengive, ai dolori dovuti ad un eccesso di compressione della protesi sulle gengive. Noi saremo ben lieti di assistervi per tutto il periodo necessario senza oneri aggiuntivi per voi.

La pulizia della protesi rimovibile va eseguita fuori dalla bocca dopo ogni pasto con spazzolini appositi e un detergente non abrasivo ( dentifricio, sapone neutro, ecc.) in modo da rimuovere ogni deposito di cibo e di placca,con tecniche faremo in modo di insegnarvi al meglio.

Nel tempo le protesi rimovibili hanno bisogno di essere “ ribasate”, cioè  occorre aggiungere un sottile strato di resina alla parte di protesi in contatto con la gengiva, dopo aver rilevato un’impronta, per adattarla alla forma diversa che la gengiva assume nel tempo a causa del riassorbimento fisiologico dell’osso ad essa sottostante. Tutto ciò per mantenere stabilità, confortevolezza e funzionalità alla protesi.

3) PROTESI COMBINATA: è quella parte dell’odontoiatria protesica che si occupa del restauro con elementi artificiali (capsule: protesi fissa) che sono cementati ai denti residui e che hanno dispositivi di ancoraggio per poter agganciare la protesi rimovibile( scheletrato) per la sostituzione dei denti mancanti.

In questa categoria rientra  anche la protesi telescopica, costituita da doppie corone, una fissata ai denti(ancoraggio primario) e l’altra unita alla struttura rimovibile(ancoraggio secondario) che per effetto di una sovrapposizione estremamente precisa consentono la ritenzione richiesta.

La protesi combinata costituita da una protesi parziale rimovibile (scheletrato) attaccato a corone cementate sui denti rimasti ha, rispetto alla protesi rimovibile con ganci (scheletrato con ganci),i vantaggi di fornire più stabilità nella masticazione e una estetica migliore.

Le indicazioni di un buon mantenimento di questa protesi sono le stesse della protesi fissa e della protesi rimovibile.

4) PROTESI SU IMPIANTI: è quella parte dell’odontoiatria che si occupa della sostituzione dei denti mancanti mediante l’utilizzo degli impianti osteointegrati, per sostituire un singolo dente, o come pilastri per ponti fissi o, mediante dispositivi di ritenzione,  come ancoraggi di protesi rimovibili.

Gli impianti dentali sono viti in titanio che vengono inserite nell’osso della mandibola e della mascella al posto dei denti mancanti. Tramite un piccolo intervento chirurgico(vedi chirurgia), nella tecnica più usata, si effettua un’incisione nella gengiva attraverso la quale viene eseguito un foro nell’osso per posizionare l’impiantoprescelto. Il tessuto osseo si lega intimamente all’impianto, mediante un processo dettoosteointegrazione, che può richiedere qualche mese.

I requisiti principali per chi pensa alla soluzione implantologica per ripristinare la propria masticazione sono: una sufficiente quantità di tessuto osseo, essere in buona salute ed avere gengive sane. Tuttavia quando spessore e altezza dell’ osso non sono sufficienti per inserire un impianto con tecniche standard, si può ricorrere a particolari tecniche di chirurgia avanzata(vedi chirurgia rigenerativa ossea) per aumentare lo spessore e l’altezza dell’osso prima o durante l’inserimento dell’impianto.

La riabilitazione con impianti può permettere sia di risolvere la mancanza di un solo dente, sia di arrivare a dare a chi non ha denti una masticazione con protesi fissa, eliminando così i disagi della protesi rimovibile.La riabilitazione con impianti può fornire varie soluzioni:

. sostituzione con protesi fissa di un dente o più denti,

. ripristino di intera arcata dentale in persona edentula con protesi parziali e totali rimovibili ancorate ad impianti.

Ogni soluzione necessita una pianificazione scrupolosa (vedi i fattori di esecuzione iniziale)fatta anche da indagini radiologiche più dettagliate tipo TAC.

Una corretta igiene orale associata a visite di controllo regolari è fondamentale per la durata degli impianti che sostengono i vari manufatti protesici.

 

CHIRURGIA

CHIRURGIA

E’ quella parte dell’odontoiatria che si può sommariamente, per miglior comprensione, suddividere nei seguenti tipi di interventi:

Estrazioni dentali semplici o complesse rese necessarie da:

. Patologia paradontale grave con eccessiva e irrecuperabile perdita di osso di supporto del dente, con conseguente instabilità estrema del dente (vacillamento) e permanenza intorno ad esso di uno stato di infezione e infiammazione che può acutizzarsi in ascessi e danneggiare il tessuto osseo dei denti vicini.

. Frattura con coinvolgimento di una eccessivamente ampia parte del sistema radicolare del dente.

. Processi cariosi dei denti eccessivamente estesi.

. Patologia periapicali (granuloma) non risolvibile con trattamento endodontico ortogrado (devitalizzazione) o retrogrado (apicectomia).

. Necessità ortodontiche

. Per facilitare trattamenti protesici.

. Combinazione delle precedenti situazioni patologiche.

. I terzi molari (denti del giudizio) per la mancanza di spazio nell’arcata dentaria.

. I terzi molari (denti del giudizio) quando i denti sono parzialmente ricoperti dalla gengiva e difficilmente pulibili, situazione che predispone infiammazioni gengivaliricorrenti che possono portare dolore, gonfiore e difficoltà ad aprire la bocca.

. I terzi molari (denti del giudizio) con anomalie della forma, della posizione e della grandezza del dente tali da provocare delle malfunzioni articolari e masticatorie.

. I terzi molari (denti del giudizio) per prevenire  un danno parodontale sul secondo molare (dente vicino).

. I terzi molari (denti del giudizio) in posizione tale da poter causare una frattura mandibolare in caso di trauma.

Chirurgia parodontale:

. Terapia chirurgica per l’eliminazione e/o la riduzione delle tasche(vedi parodontologia) per facilitare l’igiene orale domiciliare e instaurare una morfologia gengivale e ossea che favorisca il mantenimento dei denti.

. Terapia chirurgica rigenerativa per ottenere attorno ad elementi dentari compromessi dalla malattia parodontale un guadagno di tessuto di supporto attraverso un riposizionamento ottimale della gengiva e, all’occorrenza , con l’uso di membrane e innesti d’osso autologo, o eterologo, o sintetico  per una ideale rigenerazione.

. Chirurgia muco-gengivale per la correzione di difetti di morfologia, posizione e quantità dei tessuti molli parodontali(gengiva).Le indicazioni principali sono la copertura delle superfici radicolari esposte e l’aumento di volume e di quantità del tessuto gengivale per esigenze estetiche, protesiche od ortodontiche con interventi di  riposizionamento del lembo gengivale o con innesti tissutali(gengiva).

Chirurgia rigenerativa ossea:

. Terapia chirurgica rigenerativa ossea serve per modificare la situazione ossea esistente creando il supporto adeguato per l’applicazione degli impianti osteointegrati. L’innesto d’osso ha importanza anche per far si che la riabilitazione protesica con impianti ,possa rispettare al meglio l’estetica e la funzionalità. Differenti scuole ci suggeriscono varie metodiche per migliorare e/o aumentare la rigenerazione ossea: innesti di blocchetti o frammenti di osso autologo prelevato da varie sedi del corpo del paziente stesso o osso eterologo, o sintetico, con l’applicazione di unamembrana (riassorbibile o non riassorbibile) con la funzione  di protezione e guida rigenerativa dell’osso sottostante.

Chirurgia Implantare:

. Dopo un attento esame clinico anamnestico e funzionale del paziente (vedi protesi), studiamo il percorso clinico da effettuare scegliendo anche l’impianto idoneo alla situazione ossea del paziente e al tipo di progetto protesico programmato. In fase clinica scolliamo la gengiva e eseguiamo nell’osso degli alveoli preparati artificialmente con frese idonee(foro). Inseriamo l’impianto e  richiudiamo la gengiva sopra di esso consentendo un’ottima guarigione dell’osso che deve inglobare l’impianto  stesso. A seconda della metodologia implantare che andremo ad effettuare gli impianti saranno inseriti nell’osso in maniera semisommersa o sommersa dalla gengiva. Nella prima ipotesi procederemo alla esecuzioni delle sequenze protesiche, subito dopo il posizionamento dell’impianto. Nella seconda provvederemo, dopo alcuni mesi a scoprire l’impianto, incidendo la gengiva, e applicando una vite di guarigione all’impianto(abutment), suturandogli attorno la gengiva stessa. 

Chirurgia dei tessuti molli per l’asportazione di neoformazioni:

. Sono interventi per l’asportazione di manifestazioni patologiche che interessano le mucose del cavo orale, delle labbra e della lingua. Più frequenti sono rappresentati dal papilloma e dall’adenoma di origine connettivale tipo fibromi, lipomi, angiomi,ecc.

Per qualunque tipo di chirurgia venga praticata  le sequenze operatorie, per la delicatezza degli interventi, sono programmate nei minimi dettagli, schematicamente descritti così:

. Accoglienza del paziente

. Preparazione del paziente all’intervento

. Anestesia

. Incisione e scollamento del lembo

. Atto chirurgico sul bersaglio previsto

. Riposizionamento del lembo e sutura

. Eventuali radiografie di controllo

. Assistenza post-operatoria e dimissioni del paziente con istruzioni post-operatorie domiciliari.

 

 

 

 

 

 

 

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